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-Industria: chiari segnali di ripresa in aprile e nel primo trimestre 2006
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-Industria: produzione in crescita nel primo trimestre 2006
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-Istat: a febbraio, inflazione in calo al 2,1% annuo
-Finanziaria: via libera dalla Commissione Ue
-Produzione industriale: -0,8% nel 2005
-Usa: economia rallentata ma in espansione
-Economia italiana ferma, riparte l'Europa
-Cina: inflazione in calo, Pil in crescita
-Inflazione: media annua 2005 all'1,9%
-CSC: produzione industriale in salita a dicembre
-Montezemolo: auspichiamo ulteriore riduzione del costo del lavoro
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-Italia: dopo recessione, allarme conti pubblici
-Commercio estero: aumenta il deficit per il caro petrolio
-La locomotiva Usa continua a correre
-Conti pubblici 2005: in aumento il debito pubblico
-Isae: schiarita all'orizzonte per produzione e fiducia
-Commercio estero Italia: aumentano le importazioni
-Industria italiana ancora fragile
-Obiettivi Finanziaria 2006: risanare il bilancio e far ripartire l'economia
-Isae: c'è ripresa anche se modesta
-Tessile: raddoppiato l'attivo degli scambi cinesi
-Istat: cresce dello 0,7% il Pil nel 2° trimestre 2005
-Eurolandia: economia frenata dal caro energia e dalla domanda interna debole
-Istat: in un anno produzione in calo del 3%
-Industria: la recessione sembra alle spalle
-Commercio estero in rosso nel 2005
-Istat: produzione industriale debole in maggio
-Perdura lo stato di crisi dei conti pubblici
-Ice e Istat: rapporto annuale su commercio estero
-Istat: 308mila nuovi posti nel primo trimestre 2005
-Commercio estero: rallentano export ed import nel 2005
-Istat: il 2005 è iniziato in recessione
-Allarme della Commissione Europea sui conti pubblici italiani
-Istat: in maggio inflazione stabile all'1,9%
-Rapporto annuale Istat 2004: Italia malata
-Economia italiana verso crescita zero nel 2005
-Produzione industriale: non c'è spazio per l'ottimismo
-Economia Usa in frenata: ecco il perchè
-Confindustria: il Governo non sprechi l'ultimo anno
-Congiuntura: pesano caro petrolio, supereuro e declino della competitività
-Commercio estero: negativi i primi dati del 2005
-Conti pubblici: a rischio obiettivo deficit per il 2005
-Istat su inflazione: stabile all'1,9% in marzo
-Istat su occupazione: mercato positivo nel 2004
-Indagine Istat: deludenti i dati di gennaio
-Centro Studi Confindustria: ripresa rallentata e sbilanciata
-Commercio estero: dati negativi per il 2004
-Istat: inflazione in calo a gennaio (1,9%)
-Isae: stazionario clima di fiducia
-L'economia mondiale rallenta
-Consumi: bilancio deludente per il 2004
-Borsa: addio al Numtel dal 31 gennaio
-Indagine Istat: occupazione in rialzo nel 3° trimestre
-Prospettive incerte per il 2005
-Istat: inflazione a novembre all'1,9%
-Ripresa europea a rischio per dollaro e petrolio
-Conti pubblici: il risanamento è ancora lontano
-Economia mondiale: Cina ed Usa rallentano
-Esportazioni italiane: segnali di ripresa
-Ripresa economica condizionata dal caro petrolio
-Centro Studi Confindustria: a settembre l'indice della produzione industriale sale dello +0,6%
-Istat: inflazione a settembre al 2,1%
-Pechino frena la crescita
-Commercio estero: in aumento esportazioni ed importazioni
-Inflazione stabile al 2,3% in agosto
-Centro Studi Confindustria: previsioni e tendenze dell'industria italiana
-Indagine Il Sole 24 Ore - Banca d'Italia: inflazione verso il 2,5% nel 2005
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Primo Piano
Inflazione al 3,6% in maggio

La stima provvisoria dell'Istat: è pari a +0,5% la variazione mensile dei prezzi al consumo e al 3,6% quella tendenziale in maggio (la più alta dall'agosto 1996), che consolida la forte risalita dai livelli minimi (1,5-1,7%) dei trimestri centrali del 2007. I rincari di alimentari, carburanti, trasporti, abitazione, servizi per il turismo si accompagnano a una relativa stabilità delle rimanenti voci, in un contesto di diffusa debolezza della domanda, mentre l'indice armonizzato (3,7% annuo) dell'Italia si conferma sopra la media dei quindici paesi di Eurolandia (3,6%). L'effetto di trascinamento trasmesso all'anno in corso è, inoltre, pari al 3%, il valore che si otterrebbe a prezzi invariati sul livello di maggio 2008 (si tratta di un dato acquisito storicamente molto elevato).

Continua l'effetto petrolio sull'inflazione, legato anche al ritardo (e alla gradualità) con cui le variazioni dei prezzi all'origine si trasferiscono sui beni finali. Le fluttuazioni dei carburanti, i rincari delle tariffe energetiche (elettricità e gas) e di altri significativi capitoli di spesa (alimentari e tabacchi, alberghi e ristoranti, beni e servizi per la casa) hanno condizionato l'evoluzione dei prezzi nel corso della prima parte del 2008, con la conseguente impennata ben oltre il 3% nella dinamica annua dell'inflazione, già ripiegata verso l'1,5% nel corrispondente periodo del 2007. Negli anni precedenti l'evoluzione dei prezzi al consumo non si era presentata granché tranquilla, quando una serie di voci del paniere sono state in tensione, in un periodo per consuetudine caratterizzato dai ritocchi dei prezzi amministrati o regolamentati e di numerosi listini aziendali. Il rafforzamento dell'euro e la conseguente moderazione dei prezzi dei beni importati hanno richiesto, poi, qualche tempo per trasferirsi nelle fasi distributive a valle.

La crescita annua, a sua volta, risente dell'effetto statistico del confronto con periodi di altalenanti tensioni per i prezzi, com'è accaduto negli ultimi anni. Diventa probabile pertanto, nell'orizzonte del 2008, il risultato di un temporaneo assestamento dell'inflazione intorno al 3,5% tendenziale annuo, nonostante la modesta dinamica dei consumi (e del reddito reale) delle famiglie. La marcia di avvicinamento al 2% ha avuto tempi non brevi, ma l'alta volatilità delle quotazioni petrolifere rende probabili nei prossimi mesi ulteriori oscillazioni del dato tendenziale, a seguito dei prevedibili ritocchi per alcuni prezzi e tariffe (elettricità e gas, per esempio, vengono aggiornati a cadenza trimestrale e incorporano solo gradualmente le fluttuazioni del petrolio nei periodi precedenti).

L'indice dei prezzi al consumo - secondo la stima provvisoria dell'Istat - ha messo in evidenza in maggio una variazione mensile pari a +0,5% e a +3,6% rispetto a un anno prima, a fronte di una variazione di +0,2% e +3,3% in aprile. Con i risultati dei primi cinque mesi del 2008 si consolida, dunque, la nuova inversione di rotta nella lenta marcia di rientro della spinta inflattiva, dopo la favorevole evoluzione che aveva caratterizzato la seconda parte del 2006 e l'inizio del 2007. Negli anni precedenti essi avevano, infatti, continuato a risentire negativamente dell'effetto euro, dei rincari tariffari (trasporti e servizi pubblici locali), di una serie di aumenti nel settore terziario (assicurazioni, banche, sanità, alberghi e pubblici esercizi) e di altre componenti regolamentate (canoni, lotterie).

Le prospettive dell'inflazione per i prossimi mesi mostrano un quadro sempre incerto e preoccupante, perché occorre fare i conti con l'incognita del petrolio. Nell'immediato futuro essa è prevista assestarsi sugli attuali ritmi intorno al 3,5%, con un possibile riaccendersi di tensioni sui listini delle imprese. La crescita dei prezzi è stata, in particolare, sotto il 2% nella media del 2007 (pari al l'1,8%), così come nel 2005 (1,9%) e a fronte del 2,1% nel 2006, mentre nel quinquennio 2000-2004 l'inflazione ha sempre superato il 2% medio annuo. I dati definitivi e completi dei prezzi al consumo di maggio (intera collettività, armonizzato, famiglie di operai e impiegati) saranno resi noti dall'Istat il prossimo 13 giugno.

Fonte: Il Sole 24 Ore - a cura di Michele De Gaspari

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-Il Sole 24 Ore
-Comunicato Istat